venerdì 23 febbraio 2007

Jesu - Conqueror

Justin Broadrick è un personaggio centrale della scena estrema mondiale. Head Of David, Napalm Death, Techno Animal, Final, e altri 500 progetti tra cui il suo "parto" principale, Godflesh, con cui ha scritto pezzi di storia della musica estrema. Nel 2001 i Godflesh rilasciano il loro utimo album, Hymns, la cui traccia conclusiva (Jesu, appunto) diverrà il nome della nuova creatura di Justin.

Dopo un ep (Heartache, 2004) ed debutto omonimo (2005) semplicemente devastanti nel loro unire il suono monolitico dei Godflesh a strati su strati di chitarre effettate quasi shoegazer e ad un alone di tristezza totale, Broadrick pubblica lo scorso anno un nuovo ep, Silver. Qui le trame si fanno meno cupe, nonostante la grigissima cover, e appare quasi un piccolo spiraglio di luce.
Questo spiraglio diventa una luce ben più forte nel nuovo album della band Conqueror (in uscita su HydraHead in questi giorni.) Le trame chitarristiche sono sempre stratificate e più shoegazer che in passato, il lamento di Justin, prima talmente compresso da essere a malapena distinguibile, è a tratti quasi orecchiabile, rendendo le canzoni molto meno oppressive che in passato.
E qui casca l'asino, perchè se è vero che Jesu era un mattone di una pesantezza allucinante per i suoi 74 minuti di durata, questo Conqueror è, per assurdo, forse troppo solare (prendete questo termine con le molle.) Questo era l'intento dichiarato di Justin, ma è un intento che mi ha lasciato un po' con l'amaro in bocca.

Una iniziativa che comincia ad essere sempre più ricorrente in rete è quella di mettere in streaming interi dischi prima dell'uscita, e anche Conqueror è disponibile a questo indirizzo. Non so quanto ci resterà, quindi approfittatene ora!

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