mercoledì 10 gennaio 2007

Pillole di duemilasei

Lo so, ho esagerato. Ma tanto di post così ce n'è uno l'anno no?

Adrian Belew, Side Three: terzo (ultimo?) lato del progetto con Les Claypool (Primus) e Danny Carey (Tool) di rock sghembo e sperimentale. In attesa di altro materiale del Re Cremisi.

Amorphis, Eclipse: nuovo singer e nuova linfa dopo due dischi da sbadigli assoluti. Un ottimo incrocio fra i vagiti settantiani di Elegy e la rocciosità di Tuonela.
Borknagar, Origin: un passo logico e naturale, scritto da gente che sa cosa fa e suonato in maniera impeccabile. Continuo a preferire Garm o Simen a Vintersorg ma tant'è.
Callisto, Noir: un pelo più noioso di True Nature Unfolds, ma comunque una buona prova.
Celtic Frost, Monotheist: il ritorno più atteso dell'anno. Non deludono le aspettative e ci consegnano un platter terrificante nel suo suono denso e nero come la pece.
Converge, No Heroes: riusciranno a scrivere un altro Jane Doe? Sì e no, a sto giro. Comunque di classe superiore.
Cult Of Luna, Somewhere Along The Highway: saranno meno monolitici di un tempo, ma gli svedesi convincono alla grande checchè ne dicano in giro.
Disillusion, Gloria: orcaboia ma questi sono gli stessi di Back To Times Of Splendor? A sentirli non si direbbe, ma superato sto scoglio il disco va via abbastanza bene.
Dissection, Reinkaos: non avrei mai creduto potessero finire così. Scaricatelo, ascoltatelo e cancellatelo. Fate conto Nötveidt si sia suicidato dieci anni fa.
Dog Fashion Disco, Adultery: un disco fantastico che mostra che i Mr. Bungle hanno in fin dei conti degli eredi. Un solo problema, si sono sciolti, gli stronzi.
Don Caballero, World Class Listening Problem: vedi Dysrhythmia.
Dysrhythmia, Barriers And Passages: quando gli allievi superano i maestri. Il disco che avrebbe voluto scrivere Damon Che coi "riformati" Don Caballero.
Enslaved, Ruun: tirano un po' il freno e scrivono la versione "easy" di Isa (gioco di parole voluto). Finchè non tornano gli Emperor (ma forse anche dopo), i migliori dalle parti di Bergen.
Estradasphere, Palace Of Mirrors: ogni anno se ne va qualcuno, ma loro sono in 50 e vanno avanti lo stesso. Disco superiore al precedente Quadropus.
Fear Before The March Of Flames, The Always Open Mouth: ecco la rivelazione dell'anno. Tra questo e il precedente c'è un abisso. Bravi bravi bravi.
Genghis Tron, Dead Mountain Mouth: ecco la seconda rivelazione dell'anno. Un ibrido spaventoso di grind e elettronica da mascella al suolo.
Giant Squid, Metridium Fields: non fate caso al nome ridicolo, sludge-core con vocals maschile e femminile di grande profondità.
Head Control System, Murder Nature: orecchiabile, canticchiabile, ballabile, e con il buon vecchio Garm alla voce. Una garanzia, finchè dura.
Ihsahn, The Adversary: riprendi Samoth e Trym e riforma gli Emperor,invece di perdere tempo, forza!
Intronaut, Void: un pachiderma che travolge tutto. Sludge all'ennessima potenza.
Jesu, Silver: la bruma della copertina si alza e comincia a passare qualche raggio di sole per Justin Broadrick. Sole???
John Zorn, Moonchild/Astronome: Zorn scrive, Dunn, Baron e Patton eseguono come fosse l'ultima cosa che fanno in vita loro. Siano tutti e 4 lodati in secula seculorum.
Katatonia, The Great Cold Distance: svegliatemi quando arriva in fondo... zzz...
Khoma, The Second Wave: in un mondo ideale sarebbero su MTV ogni tre per due. Grandioso.
Killswitch Engage, As Daylight Dies: saranno anche un po' il trend del momento, ma Howard Jones è una furia della natura, e sanno sempre scrivere riff sopra la media.
Lye By Mistake, Arrangements For Fulminating Vective: sìsìsì! math-post-grind-and-many-more come solo i Dillinger Escape Plan sanno.
Mastodon, Blood Mountain: il disco di fuoco li conferma come la miglior metal band a tutto tondo in circolazione. Brann Dailor dovrebbe insegnarmi a suonare la batteria in quel modo.
Meganoidi, Granvanoeli: Daitarn ha perso definitivamente la propria battaglia, i Meganoidi sono diventati una band seria. Ora via, cambiamo nome e cantante e siamo a posto.
Mogwai, Mr Beast: tornano ad essere un po' più rumorosi che nel recente passato. Sempre ottimi, e dal vivo sono una forza.
Mouth Of The Architect, The Ties That Blind: vedere il commento degli Intronaut. Ottimi.
My Dying Bride, A Line Of Deathless Kings: l'ennesimo disco sull'amore la morte il vino e tutte quelle robe lì. Una sicurezza.
Novembre, Materia: beh una mezza delusione, ma solo perchè sono il miglior gruppo metal italiano e quindi da loro pretendo l'eccellenza. Speriamo solo di non dover attendere altri 5 anni per altra musica.
OSI, Free: tornano Moore e Matheos con un disco di rock elettronicheggiante buono ma nulla più come in fondo era anche il primo.
Planes Mistaken For Stars, Mercy: il gruppo col nome più bello della storia del rock pubblica un disco che non si discosta molto da quelli vecchi. Quindi ottimo.
Red Sparowes, Every Red Heart Shines Towards The Red Sun: il disco post-rock dell'anno, con titoli ancora più chilometrici. Indispensabili.
Sikth, Death Of A Dead Day: la follia del disco precedente è un pochino mitigata ma ce n'è sempre in abbondanza per tutti. Possono ancora migliorare.
Solefald, Black For Death (An Icelandic Odyssey Part II): finalmente un disco degno del loro nome, dopo una prima parte che definire spompata era fargli un complimento. Viking ma anche no.
Squarepusher, Hello Everything: more of the same da un genio dell'elettronica. Non imprescindibile ma assai godibile. Tranne l'aspirapolvere.
Strapping Young Lad, The New Black: Far Beyond Metal!!! Bwaahahahahah!!! Devin è sempre uno dei più simpatici musicisti a giro... e cazzo, Gene Hoglan...
Sunn O))) & Boris, Altar: il drone doom reso accessibile? Incredibile a dirsi ma è così. Consigliato.
The Devin Townsend Band, Synchestra: meglio del disco degli SYL, ma senza Gene Hoglan. Fate voi.
The Blood Brothers, Young Machete: più punk, più lineari, più orecchiabili,ma sempre inequivocabilmente Blood Brothers. Serve altro?
The Mars Volta, Amputechture: dopo il mezzo passo falso di Frances The Mute tornano alla grande. Prog-psycho-punk-latin-rock per tutta la famiglia.
Tides, From Silence: un ep di post-core-sludge-doom qualitativamente eccelso. Uno degli highlight dell'anno in una scena piuttosto satura.
Tool, 10,000 Days: il packaging è il più bello della storia, e la title track una canzone di una potenza emotiva spaventosa. Un disco che ha diviso la critica, com'era ovvio. Da queste parti apprezzatissimo.
Unexpect, In A Flesh Aquarium: circus black metal??? Questi fanno colazione pucciando gli acidi nel cappuccino. Provatelo anche voi.
Venetian Snares, Cavalcade Of Glee And
Dadaist Happy Hardcore Pom-Poms: un solo disco (ed un ep) per mr. Funk quest'anno. Che stia invecchiando? Aspettatevi il solito disco di break-core al cardiopalma. Sì, forse sta invecchiando.
Yakuza, Samsara: era l'ora! un altro disco eccellente di hardcore-col-sax dopo l'enorme Way Of The Dead.
Year Of No Light, Nord: dalla sempre ottima scena francese, un gran disco di post-core sludgettoso con aperture al limite del dark. Da applausi.

0 commenti: