mercoledì 13 dicembre 2006

In memoriam

5 anni fa, all'età di 34 anni, il cancro poneva fine al viaggio terreno di Charles 'Chuck' Schuldiner.

Chuck fa parte di quella manciata di musicisti capaci con la forza della propria visione di plasmare il corso della musica estrema, aprendo strade che poi in molti seguiranno, creando arte nel più vero senso della parola. Nel 1984 fonda i Death, e scrive alcuni dei dischi-manifesto di quello che verrà chiamato death metal. All'epoca, Chuck è poco più che un ragazzo, e bisogna aspettare ancora qualche anno perchè, maturando, sviluppi il suono e il concept definitivo del gruppo.

Il disco spartiacque è Human, del 1991, in cui Chuck rivisita in chiave tecnico-progressiva il genere da lui stesso creato, dettando nuovamente legge e indicando una nuova strada per chi seguirà. Sul disco, Chuck è coadiuvato da Sean Reinert e Paul Masvidal (che porteranno a pieno compimento la lezione del maestro coi Cynic su Focus, 1993) e dal geniale Steve DiGiorgio, bassista amante tanto del jazz quanto del thrash.

Con l'ingresso in formazione del monumentale batterista Gene Hoglan, Chuck tocca il proprio apice
compositivo. Individual Thought Patterns (1992) e Symbolic (1994) sono tra i capolavori assoluti di tutta la storia del metal. Il riffing si fa ancora più tecnico senza perdere in incisività, le composizioni sono articolate, il drumming di Hoglan è inumano per velocità, precisione e fantasia, il basso jazzato di DiGiorgio (presente comunque solo su ITP) aggiunge una dimensione allora sconosciuta in ambito metal. L'autorevole Guitar World definisce Chuck come uno dei chitarristi metal più influenti di tutti i tempi.

Dopo una paren
tesi in cui Chuck comincia a lavorare al suo nuovo progetto Control Denied, decide di dare alle stampe un nuovo lavoro a nome Death, The Sound Of Perseverance del 1998, acclamato a ragione come disco dell'anno da moltissima stampa specializzata. Già dal titolo, il disco risulta una chiara dichiarazione d'intenti di Chuck nei confronti del mondo musicale, sempre pronto a osannare nuove mode che nascono e muoiono nel giro di pochi anni. Nel 1999, mentre lavora al secondo disco dei Control Denied, a Chuck viene diagnostico un tumore al cervello che in un paio di anni lo porterà via.

Chuck era anche un ottimo liricista, e dopo i primi album immaturi dal punto di vista delle tematiche, comincia a scrivere di temi personali e di denuncia della manca
nza di onestà mentale della gente che lo circonda:

I believe behind confusion

Awaits the truth for us
Past the obstacles we face
I value our life and trust
Destiny

I close my eyes
And sink within myself

Relive the gift of precious memories

In need of a fix called innocence

Symbolic


Stronger than any faith

That inflicts pain and fear

Is that how it's done?
Twisting your eyes to perceive all that you want
To assume from ignorance

Inflicting wounds with your cross-turned dagger
Crystal Mountain


Those that stood beside me

I'm glad you understand

Behind these written words

I share the simple plan

To hang on to the way that we feel

Perennial Quest


Shallow are words from those who starve

For a dream not their own to slash and scar

Scavenger Of Human Sorrow


It is a shield of passion

And strong will

From this I am the victor

Instead of the kill

Bite The Pain


Chuck Schuldiner è stato in assoluto il musicista più onesto e più vero di tutta la scena del metal. Nessun fronzolo, nessuna scena, nessuna dichiarazione inopportuna. Solo un ragazzo innamorato della musica e che nella musica ha trovato la forza di combattere fino all'ultimo la malattia, e che ha reso il mondo un posto assai migliore per migliaia di persone grazie alla sua arte.

2 commenti:

sara ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
sara ha detto...

Guarda che ti puoi firmare quando commenti sul mio blog!!!!
Beh...cosa dire....i migliori se ne vanno sempre prima !!!
E' che il mondo non è pronto!
Pensa a Pergolesi, morto a soli 26 anni, grandissimo compositore (ci ha lasciato come testimonianza una delle più grandi opere mai scritte .. lo "Stabat Mater").
Pensa se fosse morto a 90 anni quanta buona musica avrebbe scritto!! Il mondo non è ancora pronto...soprattutto per la buona musica!! Solo Britney Spears morirà (lo spero per lei) ultranovantenne!!